11/9/2026

EnterprisinGirls alla IV edizione della Rassegna letteraria Metti una sera del Salotto BARbarossa

Alessandra Relmi e Felice Pavese del presepe hanno fatto un progetto di vita: dall’analisi antropologica alla realizzazione dei laboratori organizzati con il Dipartimento di Salute mentale dell’ASL Cuneo 1 e della DIAPSI associazione difesa ammalati psichici Fossano Saluzzo Savigliano odv

Il loro presepe, frutto di studio e lavoro manuale, è spazio simbolico della rappresentazione umana

Alla presentazione del libro “Il presepe antropologico napoletano e piemontese” Francesca Vitelli ha raccontato del presepe di Vincenzino e Vincenzo protagonisti del romanzo, pubblicato da ilmondodisuk, in cui ha scritto del cambiamento della città di Napoli dal dopoguerra ad oggi: “La vita di lunedì. Di sogni e altre quisquiglie”.

"Il presepe non è solo rievocazione religiosa e testimonianza di fede ma, anche, pratica laica che racconta una storia: la propria. Assolvendo a questa funzione di narrazione del sé esso non raggiunge mai la compiutezza ma è palcoscenico in continuo divenire sul quale trovano posto vicende personali, ricordi e tradizioni familiari. Uno spazio nel quale accettiamo quel che in nessun altro luogo è consentito: la dimensione surreale. Personaggi, epoche e oggetti anacronistici, appartenenti a mondi diversi - reale, mitologico, sacro e profano, dei vivi e dei morti- si incontrano e dialogano. Il presepe diventa, oltre che spazio del possibile, anche spazio del non possibile, spazio simbolico nel quale coesistono dimensioni lontane e antitetiche in un equilibrio, altrove, rigettato come improponibile. Quella che guardiamo è una rappresentazione, concepita per testimoniare e condividere un rito sacro, che si dilata fino ad accogliere il profano espandendosi in molteplici dimensioni. Come in un quadro di Caravaggio troviamo la luce e l’oscurità che investono la materia prendendo come modelli volti e corpi del popolo, come in un allegoria del mondo classico ci imbattiamo in creature mitologiche e come nella vita quotidiana possiamo osservare scene legate al mondo del lavoro e a quello delle tradizioni enogastronomiche, scene vissute da protagonisti appartenenti a diversi ceti sociali.  Nel presepe ognuno è libero di essere sé stesso e immaginare la versione del mondo che vorrebbe senza preoccuparsi di sottostare alle leggi della logica, del tempo e dello spazio. Esso è il luogo dove tutto può accadere perché è zona franca priva di vincoli e condizionamenti, è il luogo dove la contraddizione può regnare sovrana senza suscitare polemica, discussione e dibattito perché ogni presepe è storia a sé".

Le sinergie regalano occasioni di confronto, condivisione e arricchimento, un bel pomeriggio nato dalla collaborazione con l’associazione Insieme per Avellino e per l’Irpinia.